Li filo che si spezza e chi rotolò oltre la curva.

La partenza della ruzzola

Oggi la mia ruzzola, durante un lancio, quando il filo s’è spezzato, s’è infilata sotto una griglia di ferro di uno scolo d’acqua, per rimanere impantanata nel fango umido della pozza, oltre lo stradello.

La falce

L’ho guardata con pena e un poco di rabbia; l’ho raccolta e passata nell’erba, fino a farle tornare il colore cupo del legno, sotto il sole caldo che ti coglie nelle domeniche di Settembre.
Ho imprecato, ho incassato gli sfottò, ho guardato oltre la strada e ho lanciato ancora.
Ho allora pensato che la lunghezza del filo, che gioca e balla sui solchi del cippo di legno rotondo non può superare il tempo dello sforzo del lancio, il tempo è la distanza entro cui la ruzzola tocca terra.

E allora ho stretto il dito, ho stretto il filo che rimaneva, ho guardato la mano, ho respirato e ho saltato ancora e visto cosa c’era oltre la curva.

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